Comunicare all’università oggi: riflessioni teoriche e proposte operative
La comunicazione accademica si configura come uno spazio eterogeneo, in cui coesistono diverse funzioni: dal confronto specialistico tra pari, alla trasmissione formativa tra docenti e studenti, fino alla mediazione divulgativa destinata a interlocutori non esperti. Quale che sia l’ambito disciplinare, la comunicazione accademica si fonda essenzialmente sull’uso della lingua, nelle sue forme orali e scritte, per veicolare concetti e conoscenze.
L’idea di questo convegno nasce all’interno delle attività promosse dal Centro interuniversitario internazionale LinE – Language in Education, e in particolare dal cluster dedicato allo studio della comunicazione accademica, delle sue funzioni, delle sue ricadute nella didattica e nella formazione, e delle sue implicazioni linguistiche e pragmatiche.
La lingua accademica, in particolare, si può considerare ad oggi una varietà specializzata, utilizzata nei testi e nei discorsi accademici per facilitare la comunicazione e la riflessione sui contenuti disciplinari. È una lingua interdisciplinare che studenti ed esperti devono padroneggiare per comunicare efficacemente, costruire argomentazioni critiche e condividere strategie cognitive complesse. Questa lingua è utilizzata in diverse situazioni comunicative, come lezioni, seminari, manuali di studio e articoli scientifici, ed è fondamentale per una chiara comprensione e analisi del materiale di studio (es. Bailey & Heritage, 2008; Balboni, 2000; Ciliberti & Anderson, 1999; Desideri & Tessuto, 2011; Mezzadri, 2016; Nagy & Townsend, 2012; Nation, 2001; Schleppegrell, 2004).
Se, da un lato, gli studenti devono dimostrare livelli crescenti di sofisticazione nelle loro abilità linguistiche man mano che progrediscono nei loro studi, dall’altro, anche i professionisti, docenti e ricercatori, necessitano di elevati livelli di competenza linguistico-comunicativa per esprimere contenuti specialistici in modo efficace. La competenza nella lingua accademica è un indicatore della capacità di effettuare ragionamenti scientifici, ed è essenziale per tutti gli studenti e futuri professionisti, indipendentemente dalla loro lingua madre (Bialystok, 2001).
L'insegnamento esplicito della lingua specialistica accademica è, dunque, necessario per acquisire la competenza linguistica cognitivo-accademica (CALP), che permette di apprendere e processare criticamente nuove conoscenze e sviluppare strategie comunicative appropriate (Cummins, 1986). Questa competenza si distingue dalle competenze comunicative quotidiane e richiede l'acquisizione di nuovi contenuti disciplinari espressi in una forma linguistica non familiare (O’Brien & Leighton, 2015).
Negli ultimi anni, è riconosciuta l'importanza della lingua accademica anche in considerazione del contesto di crescente internazionalizzazione nel quale sono ormai inseriti gli atenei. La conoscenza dei tratti costitutivi della lingua accademica, dal piano terminologico a quello strutturale, retorico e pragmatico, è fondamentale non solo per il successo del proprio percorso di studi e ricerche, ma anche per garantire l’efficacia e l’appropriatezza delle interazioni comunicative nei diversi contesti disciplinari.
Parallelamente, l’impiego crescente di strumenti basati sull’intelligenza artificiale, sia da parte degli studenti che dei docenti, sta trasformando le modalità di accesso ai contenuti accademici, così come la loro produzione e valutazione. L’uso consapevole dell’IA in ambito universitario, ad esempio nei processi di scrittura, revisione, ricerca e feedback, solleva questioni importanti legate alla competenza comunicativa, alla riflessione metalinguistica e alla ridefinizione dei ruoli tra tecnologie e pratiche didattiche. Questi strumenti, se integrati criticamente nella didattica e nello studio, possono rappresentare una risorsa per potenziare la comunicazione accademica, supportare l’acquisizione della lingua dello studio e facilitare l’approccio ai linguaggi disciplinari.
Il convegno si propone di discutere delle questioni che abbiamo sin qui delineato mettendo al centro delle riflessioni l'internazionalizzazione delle istituzioni educative, gli approcci plurilingui nella didattica universitaria, la lingua utilizzata per lo studio e i linguaggi specifici delle varie discipline, e il ruolo dell’English-Medium Instruction (EMI) e delle lingue accademiche nazionali, con riferimento alle pratiche e ai contesti di applicazione.
Tematiche:
- Il ruolo della comunicazione accademica nei processi di internazionalizzazione
- Pratiche plurilingui nella didattica universitaria
- Lingua dello studio e linguaggi disciplinari: caratteristiche e funzioni
- EMI e lingue accademiche nazionali: pratiche e contesti d’uso
a. Il ruolo della comunicazione accademica nei processi di internazionalizzazione
L’internazionalizzazione è attualmente uno dei processi più complessi e impegnativi, e al tempo stesso rilevanti, che le università si trovano ad affrontare. La comunicazione accademica gioca un ruolo cruciale nel rendere accessibili e condivisibili i saperi in un crocevia di contesti culturali e linguistici diversificati. Tra i temi di interesse:
- L’impatto dei percorsi di mobilità internazionale nelle pratiche discorsive accademiche;
- Strategie linguistico-comunicative per la divulgazione e la cooperazione internazionale;
- La lingua nei progetti di mobilità studentesca e nella didattica transnazionale;
- Dinamiche linguistiche nella pubblicazione scientifica e nelle conferenze internazionali.
b. Pratiche plurilingui nella didattica universitaria
La crescente diversificazione linguistica degli studenti universitari e la presenza di contesti accademici sempre più internazionali hanno reso le pratiche plurilingui una risorsa fondamentale nei percorsi accademici. Questa sezione accoglie contributi su:
- Approcci didattici che integrino più lingue nell’insegnamento universitario;
- Strategie per la gestione del plurilinguismo in aula;
- Uso della/e lingua/e ufficiale/i e di altri sistemi linguistici nel discorso accademico;
- Il ruolo della traduzione e della mediazione linguistica nei contesti accademici multilingui, incluse le pratiche di educational interpreting.
c. Lingua dello studio e linguaggi disciplinari: caratteristiche e funzioni
La lingua dello studio (sia in forma orale che scritta), intesa come il registro linguistico utilizzato dagli studenti per apprendere e rielaborare i contenuti disciplinari, è una componente essenziale della formazione universitaria. Questa sezione si concentra su:
- Le caratteristiche linguistiche e testuali dei manuali e dei materiali didattici accademici;
- Continuum del discorso accademico tra le due polarità della lingua dello studio e dei linguaggi disciplinari;
- Strategie didattiche per facilitare la comprensione e la produzione di testi specialistici;
- Il ruolo della terminologia nello sviluppo dei quadri concettuali delle diverse discipline e nei processi di apprendimento;
- Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella rielaborazione dei contenuti disciplinari e nel supporto alla comprensione e alla produzione orale e scritta.
d. EMI e lingue accademiche nazionali: pratiche e contesti d’uso
L’EMI è un fenomeno sempre più diffuso nelle università di tutto il mondo, con impatti significativi sulle lingue accademiche nazionali e sulle pratiche didattiche. Questa sezione accoglie studi e riflessioni su:
- Modelli e strategie di implementazione dell’EMI nelle università;
- Interferenze e coesistenze tra inglese e lingue nazionali nel discorso accademico;
- L’efficacia dell’EMI nei processi di apprendimento e valutazione;
- Strategie valutative nei percorsi di EMI.
Riferimenti bibliografici
Bailey A. L., Heritage H. M. (2008), Formative assessment for literacy, grades K-6: Building reading and academic language skills across the curriculum, Corwin Press, Thousand Oaks.
Balboni E. P. (2000), Le microlingue scientifico-professionali. Natura e Insegnamento, UTET, Torino.
Bialystok E. (2001), Bilingualism in Development: Language, Literacy, and Cognition, Cambridge University Press, Cambridge.
Ciliberti A., Anderson L. (1999), Le forme della comunicazione accademica. Ricerche linguistiche sulla didattica universitaria in ambito umanistico, FrancoAngeli, Milano.
Cummins J. (1986), “Empowering minority students: A framework for intervention”, in Harvard Educational Review, 56, pp. 18-36
Desideri P., Tessuto G. (2011), Il discorso accademico. Lingue e pratiche disciplinari, Quattroventi, Urbino.
Mezzadri M. (2016), Studiare in italiano all’università. Prospettive e strumenti, Loescher, Torino.
Nagy W., Townsend D. (2012), “Words as tools: Learning academic vocabulary as language acquisition”, in Reading Research Quarterly, 47, pp. 91-108.
Nation I. S. P. (2001), Learning vocabulary in another language, Cambridge University Press, Cambridge.
O’Brien L. M., Leighton C. M. (2015), “Use of increasingly complex text to advance EL’s knowledge and academic language”, in Literacy Research: Theory, Method, and Practice, 64, pp. 169-192.
Schleppegrell M. J. (2004), The language of schooling: A functional linguistics perspective, Lawrence Erlbaum Associates Publishers.